domenica 25 settembre 2011

Wages inflation, productivity and unit labour costs

Interesting post form The Economist about the percentage change in Q2 2011 of wages, labour productivity and unit labour costs on the second quarter of 2010 in OECD countries. Broadly speaking, labour productivity grew at a slow pace whereas wages increased. As a result, unit labours costs rose about 2-3% over the last year.
Conversely, two groups of countries show different patterns. Norway and Australia faced a decline in labour productivity and a rise in wage that led to soaring unit labour costs. On the other hand, in Denmark, Netherlands and Austria productivity grew more than wages, thus unit labour costs fell about 1%.
Next, I would like to focus on Italy. Labour productivity growth turned out to be steady so the rise in unit labour costs entirely reflects the wages inflation. This is the main issue in the last decades in Italy. Indeed, tha lack of productivity growth triggers a fall in competitiveness, that is negative expecially for a country that fundamentally relies on exports. To sum up, this chart shows how Italy should do everything to improve its competitiveness and restore economic growth in order to reverse this harmful path.

Back from Summer-break (between economy & rugby)!!!

Salve a tutti, dopo una lunga pausa torno a postare un po' di commenti sulla situazione economica. Quest'estate ho fatto davvero poche vacanze,  ma ne è valsa la pena! Dopo aver chiuso gli esami a fine giugno, ho passato 3 splendide, stimoltanti e intense settimane a Londra per partecipare alla Summer School della London School of Economics, corso denominato Intermediate Macroeconomics. E' stata una grande esperienza per me studiare in questa prestigiosa università, oltre ad avere la possibilità di arricchire le mie conoscenze con argomenti che qui in Italia sono previsti negli studi post-laurea triennale.
Moltissime cose sono accadute in questi mesi, provo a fare un breve riassunto! Inizio riallacciandomi all'ultimo post, quindi con Christine Lagarde nominata Managing Director del FMI, come ampiamente prevedibile. In Europa la situazione si è deteriorata, con Italia e Spagna nell'occhio del ciclone. La crisi del debito in Europa ha avuto alcune conseguenze come le dimissioni di Jurgen Stark dal Consiglio Direttivo dell BCE, gli interventi della stessa BCE a sostegno di Italia e Spagna con l'acquisto di bond. Negli ultimi giorni anche la FED è tornata inazione, ma non con un QE, bensì con un'operazione denominata Twist! In pratica la FED vende titoli a breve per acquistare quelli a lunga scadenza così da abbassarne i rendimenti e favorire gli investimenti. Il tutto perchè come previsto i timori di inflazione si sono sgonfiati e non resta che favorire la crescita per combattere la disoccupazione. Proprio in questo FED, Bank of England e BCE hanno agito in modo diverso in questi mesi. Negli USA l'inflazione è rimasta contenuta e i tassi sono rimasti bassi, in UK anche con un'inflazione al 4.5% i tassi sono rimasti al minimo storico, al contrario la BCE abbastanza incomprensibilmente ha alzato il tasso principale al 1.75% e ora rischia di dover tornare sui suoi passi. Ovviamente un "pensiero" anche ai mercati azionari è doveroso! Bene, qui le notizie sono catastrofiche praticamente ovunque!
Questo è solo parte di ciò che è accaduto in questi mesi, purtroppo gli impegni limiteranno i miei post, che saranno molto brevi. Non resta che augurare a tutti buona lettura e come detto nel mio primo post, sono benvenuti commenti, osservazioni e sopratutto critiche!!!

Buona lettura a tutti!

Ah dimenticavo! Si sta svolgendo in Nuova Zelanda il Mondiale di Rugby, che in questi giorni entra nelle fasi decisive. Grande spettacolo, grandi partite e gli Azzurri che si giocheranno l'accesso ai quarti di finale il 2 Ottobre contro l'Irlanda!!!