martedì 31 maggio 2011

Oops, ho dimenticato il PIL!!!

L'Italia si è prefissata un ambizioso obiettivo di bilancio che prevede la riduzione del Deficit/PIL allo 0.2% (sostanziale pareggio di bilancio) nel 2014 così da ridurre il rapporto Debito/PIL dall'attuale circa 120%. Il tutto passa attraverso una drastica riduzione della spesa pubblica e sopratutto sul recupero di enormi quantità di risorse fiscali evase. Nonostante lo scudo fiscale abbia permesso il rientro di una importate massa di capitali, la quantità è sempre risultata inferiore alle previsioni. Basare gran parte della manovra sul recupero dall'evasione fiscale può essere un errore perchè c'è il forte rischio che le attese non siano rispettate causando un ricorso a manovre di aggiustamento o al mancato raggiungimento degli obiettivi. La questione cruciale è che tagliare la spesa pubblica in questo momento, considerando anche il rialzo dei tassi d'interesse, può portare a un soffocamento dell'economia che è già stagnante. Raggiungere gli obiettivi di bilancio solo attraverso la riduzione del deficit, cioè del numeratore, è un errore gravissimo. Bisogna agire sul denominatore, cioè sul PIL, in pratica è necessario stimolare la crescita. Per fare ciò è anche necessario in Italia tagliare le tasse che opprimono imprese e famiglie!
I problemi sono principalmente due:

  1. è vero che si procede verso la riduzione del rapporto deficit/PIL, però se non si agisce sul denominatore fino al 2014 si avrà comunque un aumento del debito pubblico. Ricordo che il deficit è sostanzialmente la differenza tra entrate e uscite (compresi gli interessi sul debito) di uno Stato nel corso di un anno, mentre il Debito Pubblico è la somma dei deficit nel corso degli anni. Una domanda sorge spontanea: una volta arrivati al pareggio, cosa si farà? Se non c'è crescita sarà inutile crogiolarsi sul fatto di avere raggiunto il pareggio, si tornerà al deficit. E ricordo che gli ultimi dati OCSE segnalano una crescita media dell'Italia negli ultimi 10 anni dello 0.2%. A tal proposito consiglio di leggere Paul Krugman e seguire il suo blog.
  2. Capitolo spesa pubblica, con Keynes che si starà rivoltando nella tomba!!! Non ha senso tagliare la spesa pubblica in modo orizzontale, indiscriminato. Il vero problema è giungere a un efficientamento della spesa. Un dato impressionante lo ha fornito Draghi nelle sue Considerazioni Finali lette poco fa: «i fondi strutturali comunitari attualmente a nostra disposizione sono spesi solo per il 15%, quelli non spesi ammontano a 23 miliardi». Il dato è sconcertante, potremmo effettuare opere pubbliche strutturali, con un forte stimolo all'economia senza aumentare la spesa pubblica di 1€, senza intaccare il deficit e il debito!
Allora si possono trarre alcune conclusioni. Primo, invece di spendere malissimo e tagliare, bisognerebbe spendere molo meglio anche i fondi di provenienza comunitaria, ne sono inutilizzati l'85%!!! I conti si mettono in ordine con efficienza, ma sopratutto con RIFORME, CRESCITA e OCCUPAZIONE!!! Le riforme comprendono nuove infrastrutture, migliori servizi, liberalizzazioni, concorrenza vera e sopratutto meno tasse!
Secondo, alla luce di queste considerazioni, non capisco tutti gli elogi che si fanno al Ministro Tremonti per aver tenuto i conti in ordine. In questo caso aver tenuto i conti in ordine significa non aver peggiorato il deficit/PIL anche se il Debito/PIL si è incrementato. L'occasione persa di utilizzare i fondi comunitari è gravissima, qualche punto di crescita in più sarebbe stato oro per l'Italia! Si sarebbe potuto giungere a un miglioramento dei conti pubblici attraverso la crescita del PIL. E' come complimentarsi con uno studente perchè ha preso 18 ad un esame e non è stato bocciato, considerando che ha sfruttato malissimo l'enorme tempo per studiare! Piuttosto che elogiarlo, bisogna criticarlo, piuttosto che di bravo a Tremonti, bisogna chiedere a lui e al governo perchè non hanno voluto prendere 30 e lode! Questo rispecchia una mentalità della sopravvivenza e non quella della crescita!

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