martedì 31 maggio 2011

Un esempio di spesa pubblica inefficiente

Si parla tanto di austerity, di sacrifici e tagli alla spesa pubblica, ma il discorso di Draghi è stato eloquente: bisogna tagliare in modo selezionato e non indiscriminatamente, così da favorire anche la crescita. A parte il dato allucinante sulla spesa dei fondi strutturali comunitari, che ammonta appena al 15%, un piccolo esempio può far capire che le cose devono cambiare drasticamente. Con famiglie che non arrivano a fine mese e la prospettiva di un aggravarsi della situazione economica dovuta alla riduzione della spesa pubblica in una fase di stagnazione e tassi in crescita, certe iniziative lasciano davvero senza parole e con molti dubbi. Mi riferisco alla fantastica possibilità che il Ministero della Difesa dà ai giovani dai 18 ai 30 anni (e su questa definizione di giovani avrei da ridire!!!) di essere militare per 3 settimane! Tutto bellissimo, tutto istruttivo, tutto lodevole! Però improvvisamente sono assalito da molti dubbi frutto anche di un'esperienza diretta di 5 anni nelle Forze Armate:


  1. Posso capire lo scopo di far conoscere le FFAA ai giovani (anche a 30 anni???), di formare in loro un rispetto nelle Istituzioni e una disciplina che sono alla base per un buon cittadino. Il primo dubbio mi viene allora sulla serietà dell'iniziativa. Se lo scopo ultimo è quello di avvicinare i giovani al servizio dello Stato, dubito che queste 3 settimane riflettano fedelmente l'addestramento e la vita militare, altrimenti si rischierebbe una fuga di massa! Allora un "soggiorno soft" incentiverebbe l'offerta di lavoro nelle FFAA, ma sulla base di un'esperienza che non rispecchia la realtà.
  2. Il secondo dubbio è conseguenza del primo. Ammesso che in questi giovani nasca una vocazione alla vita militare, bisogna sapere che gran parte del reclutamento, a tutti i gradi, avviene con contratti a tempo determinato con poche possibilità di essere assunti a tempo indeterminato. In un ambiente dove è scarsissima la meritocrazia, cosa di cui si parla davvero pochissimo, l'effetto non sarebbe altro che creare una nuova generazione di precariato.
  3. Se i primi due dubbi posso essere anche relativi, il terzo è sicuramente cruciale. Addestrare militari per 3 settimane, come avviene per tutti i precari nelle FFAA che anche dopo 5 o più anni sono mandati a casa senza neanche TFR, ha un costo elevatissimo. L'iniziativa non prevede retribuzione (e ci mancherebbe!!!), ma il vestiario, il vitto, l'alloggio, le spese sanitarie, le spese di addestramento (ad esempio per far muovere mezzi o usare armi e munizioni) costituiscono una importante voce di spesa in un settore dove gli sprechi sono già elevatissimi! A fronte di tutto ciò, i partecipanti devono corrispondere solo una cauzione minima trattenuta in tutto o in parte se il materiale fornito non è riconsegnato integro o se il partecipante richiede di trattenerne una parte. Ma anche se fossero trattenute tutte le cauzioni, le uscite sarebbero di gran lunga maggiori delle entrate.
In un periodo difficile per i conti pubblici, magari evitare certi sprechi sarebbe opportuno. Ci sarebbero altri modi meno dispendiosi per far conoscere le FFAA ai giovani, e più in generale ci sarebbero molti modi di evitare una spesa irresponsabile.

Oops, ho dimenticato il PIL!!!

L'Italia si è prefissata un ambizioso obiettivo di bilancio che prevede la riduzione del Deficit/PIL allo 0.2% (sostanziale pareggio di bilancio) nel 2014 così da ridurre il rapporto Debito/PIL dall'attuale circa 120%. Il tutto passa attraverso una drastica riduzione della spesa pubblica e sopratutto sul recupero di enormi quantità di risorse fiscali evase. Nonostante lo scudo fiscale abbia permesso il rientro di una importate massa di capitali, la quantità è sempre risultata inferiore alle previsioni. Basare gran parte della manovra sul recupero dall'evasione fiscale può essere un errore perchè c'è il forte rischio che le attese non siano rispettate causando un ricorso a manovre di aggiustamento o al mancato raggiungimento degli obiettivi. La questione cruciale è che tagliare la spesa pubblica in questo momento, considerando anche il rialzo dei tassi d'interesse, può portare a un soffocamento dell'economia che è già stagnante. Raggiungere gli obiettivi di bilancio solo attraverso la riduzione del deficit, cioè del numeratore, è un errore gravissimo. Bisogna agire sul denominatore, cioè sul PIL, in pratica è necessario stimolare la crescita. Per fare ciò è anche necessario in Italia tagliare le tasse che opprimono imprese e famiglie!
I problemi sono principalmente due:

  1. è vero che si procede verso la riduzione del rapporto deficit/PIL, però se non si agisce sul denominatore fino al 2014 si avrà comunque un aumento del debito pubblico. Ricordo che il deficit è sostanzialmente la differenza tra entrate e uscite (compresi gli interessi sul debito) di uno Stato nel corso di un anno, mentre il Debito Pubblico è la somma dei deficit nel corso degli anni. Una domanda sorge spontanea: una volta arrivati al pareggio, cosa si farà? Se non c'è crescita sarà inutile crogiolarsi sul fatto di avere raggiunto il pareggio, si tornerà al deficit. E ricordo che gli ultimi dati OCSE segnalano una crescita media dell'Italia negli ultimi 10 anni dello 0.2%. A tal proposito consiglio di leggere Paul Krugman e seguire il suo blog.
  2. Capitolo spesa pubblica, con Keynes che si starà rivoltando nella tomba!!! Non ha senso tagliare la spesa pubblica in modo orizzontale, indiscriminato. Il vero problema è giungere a un efficientamento della spesa. Un dato impressionante lo ha fornito Draghi nelle sue Considerazioni Finali lette poco fa: «i fondi strutturali comunitari attualmente a nostra disposizione sono spesi solo per il 15%, quelli non spesi ammontano a 23 miliardi». Il dato è sconcertante, potremmo effettuare opere pubbliche strutturali, con un forte stimolo all'economia senza aumentare la spesa pubblica di 1€, senza intaccare il deficit e il debito!
Allora si possono trarre alcune conclusioni. Primo, invece di spendere malissimo e tagliare, bisognerebbe spendere molo meglio anche i fondi di provenienza comunitaria, ne sono inutilizzati l'85%!!! I conti si mettono in ordine con efficienza, ma sopratutto con RIFORME, CRESCITA e OCCUPAZIONE!!! Le riforme comprendono nuove infrastrutture, migliori servizi, liberalizzazioni, concorrenza vera e sopratutto meno tasse!
Secondo, alla luce di queste considerazioni, non capisco tutti gli elogi che si fanno al Ministro Tremonti per aver tenuto i conti in ordine. In questo caso aver tenuto i conti in ordine significa non aver peggiorato il deficit/PIL anche se il Debito/PIL si è incrementato. L'occasione persa di utilizzare i fondi comunitari è gravissima, qualche punto di crescita in più sarebbe stato oro per l'Italia! Si sarebbe potuto giungere a un miglioramento dei conti pubblici attraverso la crescita del PIL. E' come complimentarsi con uno studente perchè ha preso 18 ad un esame e non è stato bocciato, considerando che ha sfruttato malissimo l'enorme tempo per studiare! Piuttosto che elogiarlo, bisogna criticarlo, piuttosto che di bravo a Tremonti, bisogna chiedere a lui e al governo perchè non hanno voluto prendere 30 e lode! Questo rispecchia una mentalità della sopravvivenza e non quella della crescita!

mercoledì 25 maggio 2011

Joseph Stiglitz and the Bailout of the lenders

A conferma di quanto scritto nel post sui bailout del 29 marzo in cui criticavo le lamentele dei cittadini tedeschi per gli aiuti concessi a Grecia, Irlanda e Portogallo, il Premio Nobel per l'Economia 2001 Prof. Joseph Stiglitz sostiene al European Zeitgeist 2011 Economic Forum che in realtà salvare questi Paesi vuol dire salvare le banche tedesche. Sopratutto Stiglitz sottolinea come tutto ciò non è fatto per pura solidarietà, perchè i tassi a cui si indebita la Germania sono molto più bassi di quelli a cui sono prestati i fondi ai tre Stati. 
Vorrei aggiungere che si potrebbe contestare il fatto che il maggior tasso d'interesse costituisca il premio al rischio associato al prestito. Se però si considera la forte opposizione dell'eurozona anche ad una "semplice" e moderata ristrutturazione del debito di queste nazioni, allora vuol dire che la Germania esclude il rischio dal prestito ed è sicura della restituzione di tutti gli aiuti. Ecco allora che un' operazione senza rischio può fruttare sia il salvataggio delle banche tedesche che un vantaggioso ritorno nelle casse del governo federale.
Per vedere l'intero forum cliccare qui.

martedì 17 maggio 2011

Preoccupazioni britanniche

Un post veloce sull' Ecofin concluso poco fa, in cui si è raggiunto un accordo sulle regole da applicare allo short selling e ai credit default swap e si è discusso sui poteri da attribuire all'Esma, la nuova autorità di vigilanza sui mercati della UE. Sembra che sui poteri dell'Esma abbia espresso grandi preoccupazioni il Regno Unito.
La ragione va cercata nella City: il Regno Unito non è favorevole a tutta questa regolamentazione perchè ha già subito pressioni dalle grandi banche che minacciano di andare via dalla City, vedi ciò che è successo con i bonus.
Allora il problema non è tanto regolamentare di più, che può essere un errore, ma regolamentare meglio, cioè con più "qualità" e in modo più omogeneo, inglobando più Paesi possibili. Altrimenti ci saranno sempre "rifugi" che danno un grande potere alle banche, non tanto perchè intenzionate veramente a spostarsi, ma perchè hanno la possibilità di minacciare una fuga.