giovedì 23 dicembre 2010

Dilemma disoccupazione!

Il 21 dicembre l'ISTAT ha diffuso i dati sull'occupazione per il III trimestre 2010, quindi per i mesi luglio agosto settembre http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/forzelav/20101221_00/testointegrale20101221.pdf . I dati sono significativi e hanno scatenato ampie discussioni, sopratutto in ambito politico. Come da logica, ognuno tende a tirare acqua al proprio mulino così per il ministro del lavoro Sacconi è fondamentale che il tasso di disoccupazione è calato dell 0.1% rispetto al II trimestre 2010 e che si attesta a due punti percentuali al di sotto della media europea. Al contrario i sindacati si dicono molto preoccupati, sopratutto per l'elevata disoccupazione tra i giovani e il forte squilibrio tra nord e sud.
Prima di fare qualche considerazione sui dati, è opportuno dare alcune definizioni:
  • Forza Lavoro FL è la somma di Occupati N e Disoccupati U: FL=N+U
  • Inattivi sono coloro che sono fuori della forza lavoro, quindi che non lavorano e che non sono in cerca di lavoro
  • Tasso di disoccupazione u è il rapporto tra disoccupati e forze di lavoro: u=U/FL
Guardiamo prima ai dati congiunturali, cioè rispetto al II trimestre 2010. Il tasso di disoccupazione è calato dell 0.1%, non un dato esaltante ma potrebbe essere intrepretato come un segnale positivo. Andando però a cercare le cause di questo calo, le cose sono diverse. Nel III trim. '10 si registra un calo degli occupati dello 0.2% e un calo dei disoccupati del 1.7%. Questo vuol dire che coloro che non sono più disoccupati non sono confluiti nell'occupazione, ma sono usciti dalla forza lavoro! Infatti la serie storica sulla forza lavoro evidenzia una diminuzione dello 0.7%. Inoltre come evidenziato dalla definizione di FL, un calo sia di U che di N comporta un calo di FL. Ovviamente un calo della disoccupazione che però comprende un calo di forza lavoro, comporta un apparente miglioramento del tasso di disoccupazione anche se in realtà aumentano gli scoraggiati, coloro che non sono occupati e non hanno incentivi a cercare lavoro. Questo è ciò che deve essere sottolineato, non bisogna guardare al semplice dato che risulta ingannevole.
Passando ai dati tendenziali, cioè rispetto al III trim. 2009, si nota un aumento della disoccupazione del 3.1% e un calo dell'occupazione dello 0.8%. Il tasso di dioccupazione si attesta al 8.7%. E qui, pochi dubbi sui dati, negativi. Ma per guardare al bicchiere sempre mezzo pieno, si dice che è un tasso di circa il 2% sotto la media europea. Innanzitutto, semplicemente escludendo dal calcolo del tasso medio di disoccupazione europeo la Spagna, che ha un tasso di circa il 20%, la media si abbassa di molto e il divario per l'Italia si riduce. Però il problema è un altro, cioè l'Italia ha fatto molto ricorso alla CIG, la cassa integrazione guadagni, prorogandone anche i termini. Si calcola che senza cassa integrazione il tasso di disoccupazione in Italia si attesterebbe intorno all'11%, sopra la media europea. DI certo la CIG è una forma sussidiaria che può essere utile in maniera transitoria, perchè permetterebbe soprattutto di sostenere i consumi nonostante la disoccupazione. Ma non credo che un lavoratore in cassa integrazione, con prospettive non rosee circa il futuro impiego, consumi molto di ciò che riceve come CIG, piuttosto tende a risparmiare.
In conclusione, non bisognerebbe leggere i dati come più conviene come ha fatto Sacconi, oppure giustificare il pessimismo di molti solo come un fattore psicologico come ha fatto oggi il Presidente del Consiglio. In Italia c'è un grande problema disoccupazione e ci sono grandi problemi strutturali che vanno risolti, non a parole, non dicendo che tutto va bene quando in realtà la situazione è molto difficile.

1 commento:

  1. Leggendo il testo mi è tornato alla mente un bel momento di informazione targato TG1 di qualche mese fa http://www.lavoce.info/multimedia/-Unfiledivoce/pagina348.html

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